Parco Nazionale della Majella

Il Parco Nazionale della Majella, nato nel 1922, attira oggi un milione di visitatori ogni anno. E' aperto in tutte le stagioni e offre uno scenario di immensa bellezza grazie alla incontaminata flora. In primavera inoltrata è la stagione delle fioriture e, insieme all'autunno, il momento migliore per visitare paesi ed eremi. L'estate è la stagione più consigliata per percorrere i sentieri. Ottobre, mese particolarmente indicato, incanta con i mille colori delle faggete e conduce verso l'inverno che, con il suo manto bianco, rende il paesaggio particolarmente suggestivo.
Luogo ideale per l'attività escursionistica che consente di scoprirla nei suoi aspetti più nascosti, Majella deriverebbe da Maja, dea pagana; a sostegno di questa tesi, sono stati rinvenuti reperti archeologici fin dal paleolitico. Inoltre la Majella ospita grotte, templi di origine antichissima (come l'Ercole Curino), eremi in cui si sono rifugiati i primi anacoreti, nonché Papa Celestino V. Tutte queste circostanze hanno dato un'aura di sacralità all'intero massiccio, caratterizzato da aspri valloni, altopiani, sorgenti d'acqua. In epoca ottocentesca, sotto il Regno di Napoli, questi luoghi sono stati rifugio dei briganti.

I percorsi per gli appassionati di trekking sono, a volte, lunghi e faticosi; quelli che si sviluppano prevalentemente in alta quota richiedono minore fatica, ma restano comunque impegnativi, sia per le condizioni climatiche che per le difficoltà di orientamento. Si consiglia di non allontanarsi dal tracciato dei sentieri individuati dal Parco e di affidarsi all'esperienza di personale qualificato. L'ingresso al Parco è libero e gratuito.

Il Parco Nazionale della Majella si caratterizza per l’elevata montuosità del suo territorio, infatti ben il 55% si trova a quote superiori ai 2000 metri. Al suo interno racchiude vaste aree (widelands), che presentano aspetti peculiari di natura selvaggia (wildland), la parte più pregevole e rara del patrimonio nazionale di biodiversità. Allo stato attuale delle conoscenze, il Parco ospita oltre il 78% delle specie di mammiferi (eccetto i Cetacei) presenti in Abruzzo, e oltre il 45% di quelle italiane.

Le 2114 entità vegetali conosciute per il territorio del Parco sono distribuite in più di 50 differenti habitat, dislocati nei vari piani altitudinali. Al di sotto degli ambienti culminali è presente la fascia degli arbusti contorti costituita dal Pino mugo che sulla Majella costituisce la formazione vegetale più estesa dell’Appennino. Tra i 1800 m circa e gli 800 m. sono presenti i boschi rappresentati dalla faggeta e intercalati dai prati e pascoli. Questi sono gli ambienti elettivi degli ungulati selvatici e di predatori come l’orso e il lupo, anch’esse specie prioritarie ai sensi della direttiva appena citata.

Esiste anche una discreta superficie occupata da aree agricole abbandonate ormai da lungo tempo e in fase di lenta evoluzione naturale verso ecosistemi più complessi (arbusteti, pascoli arborati, boschi di neo formazione, ecc.).
Il Giardino Botanico "Michele Tenore" a Lama dei Peligni (CH), a 650 m s.l.m., nel Parco Nazionale della Majella, è stato riconosciuto Giardino di Interesse Regionale dalla Regione Abruzzo. Fondato nel 1995, ospita attualmente circa 500 specie vegetali su una superficie di 9000 mq. Simbolo del Giardino è il Fiordaliso della Majella (Centaurea tenoreana).
Il Giardino è strutturato in sezioni didattiche e in sezioni che riproducono gli ambienti vegetazionali della Majella.
Il Giardino, oltre a finalità di carattere culturale ed educativo, si è prefisso anche lo scopo di tutelare ex-situ alcune specie in pericolo di estinzione della flora abruzzese.

I giardini botanici del Parco ("D. Brescia" di Sant'Eufemia a Majella - PE; "M. Tenore" di Lama dei Peligni - CH) sono aperti tutto l'anno, ma è consigliabile visitarli nei mesi primaverili ed estivi prenotando una visita guidata corredata da incontri e proiezioni su specifici temi tra cui natura, storia, arte e cultura del Parco Nazionale della Majella e aree limitrofe, percorsi didattici tematici, seminari e corsi teorico-pratici su antichi usi e tradizioni locali, giardinaggio, metodi di cura delle piante. E' possibile effettuare stages, tirocini, tesi di laurea o consultare libri a carattere naturalistico-floristico presenti in biblioteca.