Itinerario dei Frentani

Itinerario dei Frentani - I trabocchi
Si parte da Ortona con un itinerario che si sviluppa in una vasta area costiera e collinare scendendo fino a Casalbordino per risalire in parte la valle del Sangro, fino a Lanciano.
La costa, a tratti selvaggia e incontaminata, come nell’area dei Ripari di Giobbe di Ortona conosciuta per la pesca subacquea, si allarga a volte, improvvisamente, in ampie spiagge di finissima sabbia, come nel Lido Riccio di Ortona.

ORTONA: musica, castelli e vini
Immediatamente a ridosso della costa si avviano i declivi collinari coltivati a vigneti e a oliveto. Il tour prende le mosse dall’antica città marinara ricca d’arte e di risorse gastronomiche. Il maggiore edificio sacro è la Cattedrale di San Tommaso Apostolo in cui sono custodite le reliquie del Santo, uno splendido portale del Trecento e all’interno una tela di Basilio e Tommaso Cascella.
Da visitare: Palazzo Farnese (XVI sec) che ospita al suo interno la Pinacoteca Cascella, e il Palazzo Corvo (XVII sec.), al cui interno è stato allestito il Museo Tosti, musicista ortonese. Imponenti, in posizione panoramica, giacciono i resti del Castello Aragonese, posti a strapiombo sul mare. Non può mancare un’approfondita visita all’Enoteca Regionale.

FOSSACESIA: abbazia, trabocchi, ginestre
In poco meno di 20 km da Ortona, si raggiunge Fossacesia, dove è d’obbligo una visita all’Abbazia di S. Giovanni in Venere, fondata dai monaci nell’VIII sec. sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Venere.
Molto ben conservato, ricco di ornamenti: particolarmente interessante il portale marmoreo risalente al XIII sec. Nel giardino prospiciente sorge un suggestivo esemplare di ulivo secolare di recente riportato in vita attraverso cure e studi per una spremitura d'eccezione. Il territorio comunale si estende dalla costa, lungo la piana del fiume Sangro, fino a lambire con lo sguardo la mole possente della Maiella. Il litorale presenta una vegetazione ricca e spiagge di ciottoli e sabbia, costellando il paesaggio costiero di baie e insenature, profumate di ginestre e finocchietto marino. Sugli scogli che affiorano a pochi metri dalla riva, come silenti sentinelle del mare, stanno le antiche costruzioni in legno che dominano gli alti fondali con i pennacchi e le impalcature della sapiente arte locale di pescare restando a riva. Si tratta dei trabocchi abruzzesi, celebrati da D’Annunzio per il loro fascino misterioso, oggi tutelate da leggi regionali come beni culturali primari.

ROCCA SAN GIOVANNI: costa, aree protette, storia
Si prosegue fino a Rocca San Giovanni costeggiando la statale 16 Adriatica. Questa, flagellata più volte nel corso dei secoli, dalla fine del XIV ai terremoti nel 1456 e del 1672, vanta un delizioso centro storico che conserva una struttura urbanistica medievale. Sulla piazza domina il Palazzo Civico del XIX sec. di stile classico, tutto intorno, per circa 70 metri, sorgono poderose mura con torrione del 1500 che una volta racchiudevano l’intero abitato. Da visitare anche la chiesa di S. Matteo apostolo, in stile romanico. Situata a un paio di chilometri dal mare, è comunque nota per la bellezza della sua costa caratterizzata dalla scogliera, da piccole spiaggette e dalle aree verdi della Pinetina e del Fosso delle Farfalle. Anche qui si gode della vista degli antichi Trabocchi, anticamente utilizzate per la pesca, oggi mete d’interesse turistico.

TORINO DI SANGRO: la lecceta, i vigneti, la lunga spiaggia
Sulla destra del Sangro, sempre a pochi chilometri dal mare, troviamo Torino di Sangro. La peculiarità del luogo, oltre ai vigneti e agli oliveti, è il Bosco (lecceta) di Torino di Sangro, una delle rarissime oasi di macchia mediterranea sopravvissute in Italia, che si estende per circa tre chilometri parallelamente alla statale adriatica e alla linea costiera.

CASALBORDINO: Madonna dei Miracoli, fiumi, Santo Stefano in Rivo Maris
Più ancora verso sud, ma sempre non distante dal mare, raggiungiamo Casalbordino, distesa su un basso colle tra i fiumi Osento e Sinello: famoso in tutta la regione, il Santuario della Madonna dei Miracoli, meta continua di pellegrinaggi votivi, ripreso nel famoso dipinto “La via degli storpi” di Francesco Paolo Michetti. Casalbordino, noto fin dall’Alto Medio Evo come proprietà fondiaria del monastero di Santo Stefano, venne in un secondo momento fortificato, probabilmente per difendere il territorio vessato dalle continue scorribande saracene. Lungo la statale, sulla sommità di una collina sorgono i resti della basilica paleocristiana e del monastero medioevale di Santo Stefano in Rivo Maris. L’area, compresa in epoca romana nel territorio del municipio Histonium (Vasto) distante circa 17 chilometri, era attraversata da una diramazione litoranea della Via Flaminia che da Ancona conduceva a Brindisi. Di recente, tuttavia, scavi effettuati ai piedi della collina hanno portato alla luce i resti di una presunta statio: una sorta di antica stazione di servizio stradale dove sostare. In epoca medioevale il tratto di strada venne ricalcato dal Tratturo L’Aquila-Foggia.

LANCIANO: artigianato, fiere, caratteristico borgo medioevale
Più a nord, sulla riva sinistra del Sangro, l’itinerario continua verso Lanciano, la cittadina più grande dell’area frentana, molto antica, alcuni vociferano più di Roma, sede di scambi commerciali fin dai tempi più remoti. Il borgo ha un centro storico medievale molto suggestivo e edifici privati e religiosi di grande prestigio. Tra i più noti c’è il Santuario del Miracolo Eucaristico, il Ponte di Diocleziano, la Basilica della Madonna del Ponte, la chiesa di Santa Maria Maggiore, la Fontana medievale. Da visitare le numerose botteghe di terracotta e di prodotti tipici artigianali e gastronomici.

FRISA: tra il Moro e il Feltrino, vallate incontaminate, casa del Barone
Poco distante da Lanciano, immersa in un ricco paesaggio agrario collinare di vigneti e di oliveti, appare Frisa. Essa è posta su un colle situato tra le vallate dei fiumi Moro e Feltrino. Anche questo paese ha origine molto antiche. Nel medioevo è stato dominato dal capitano di ventura Giacomo Caldora, successivamente è passato alla Curia Arcivescovile di Lanciano e infine fu acquistato e dominato dalla famiglia gentilizia Barone Caccianini fino al periodo dell’Unità d’Italia. Da visitare la Chiesa della Madonna del Popolo con all’interno un dipinto di Annigoni, il monumento all’Emigrante “Antonio Di Tommaso” e il Palazzo e il Giardino Caccianini.