Costa dei trabocchi

Un TraboccoLa Costa dei Trabocchi o Costa chietina è un lungo tratto che va da Francavilla al mare a Vasto - San Salvo in corrispondenza del tratto di litorale Adriatico. Questa parte di costa prende il nome dai Trabocchi, antiche macchine da pesca che oggi si conservano intatte tra gli scogli e spesso sono ancora utilizzate o riconvertite in esclusivi ristorantini. La loro origine è antichissima e non ancora fissata, quel che si può credere è che queste palafitte venissero costruite per evitare di allontanarsi in alto mare. Ecco allora il perchè della scelta di una piattaforma stabile sulla quale salire da terra tramite una passerella in legno e dalla quale scendere comodamente pescando con il bottino raccolto dalle reti.
Per la loro particolare costituzione e incrociando il tipo di abitanti delle nostre terre, si intuisce facilmente che i Trabocchi sono frutto della costruzione di falegnami, artigiani e pastori che si scoprirono pescatori al fine di far fruttare l'immenso dono che si ritrovavano. Vi si recavano di primo mattino per ritirare le reti lasciate in mare. Testimonianza di questa straordinaria opera e del fatto che i costruttori non erano esperti di flutti e correnti, proviene anche da Gabriele d'Annunzio ne "Il Trionfo della Morte": "La macchina pareva vivere di una vita propria, avere un'aria e un'effigie di corpo animato. Il legno esposto per anni ed anni al sole, alla pioggia, alla raffica, mostrava le sue fibre..... si sfaldava, si consumava, si faceva candido come un tibia o lucido come l'argento o grigiastro come la selce, acquistava una impronta distinta come quella d'una persona su cui la vecchiaia e la sofferenza avessero compiuta la loro opera crudele...".
Tra le molte iniziative nate per valorizzare i Trabocchi, oltre alla ristorazione stabile durante la buona stagione, è possibile annoverare la manifestazione "Cala Lenta" (estate 2009) in grado di attirare numerosi turisti da fuori regione che si recano in visita in Abruzzo attirati dalle bellezze paesaggistiche e dalle specialità culinarie della zona.

La costa chietina è costituita da una lunga striscia di sabbia, vi si alternano suggestivi tratti di spiaggia libera a stabilimenti tra le varie località come Francavilla al Mare, Ortona, Fossacesia, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Vasto e San Salvo.
Proprio a Francavilla al mare ha sede il Conventino dell'artista Francesco Paolo Michetti che divenne un cenacolo culturale ideale rifugio di Gabriele D'Annunzio e di altri abruzzesi di talento come il musicista Francesco Paolo Tosti e Barbella. Interessantissimo anche il Mumi, il Museo intitolato a Michetti situato nelle sale ristrutturate dell'antico Convento di S. Domenico, e la chiesa di S. Franco, di recente costruzione, ma al cui interno è conservato un prezioso ostensorio del 1413 del maestro orafo Nicola da Guardiagrele. Muovendosi a sud di Francavilla incontriamo le prime increspature del paesaggio costiero con i promontori di Torre Mucchia, Punta Ferruccio, Punta Lunga, Ripari di Giobbe.
Ecco che si arriva ad Ortona, località che ospita uno tra i porti più attrezzati per i traffici commerciali con la passeggiata Orientale che si affaccia sul mare e conduce alla Cattedrale di S. Tommaso, al Castello Aragonese, all'austero Palazzo Farnese. La città vecchia si apre con l'antico palazzo Riserva naturale di Punta AderciCorvo oggi sede dell'Istituto tostiano e dell'Enoteca regionale, luogo ideale per degustare e conoscere la storia dei vini abruzzesi. Da qui in poi proseguendo ancora in giù iniziano una serie di spiaggette e calette piccole e medie, ma per lo più incontaminati bacini naturali dove il verde e l'oro o il bianco delle spiagge in pietra caratterizzano zone come “Acqua bella” e “Capo turchino”. 
Senza accorgersene si arriva già a San Vito Chietino, il cosiddetto 'paese delle ginestre' dove Gabriele D'Annunzio, nel silenzio del suo rifugio (l'eremo dannunziano appunto) scrisse le più belle pagine del Trionfo della Morte. Forse, insieme a Vallevò, la zona più intrigante di tutta la fascia costiera che stiamo trattando, ricca di una flora assai varia, con meravigliosi scorci marini e tanti esempi di macchia mediterranea con frutteti e oliveti. Tornano vistosi i Trabocchi di cui abbiamo parlato poco prima (link). Bastano poche curve della statale (meglio apprezzabili in moto) per approdare a Fossacesia Marina, dalla quale si scorge, dominante,  la meravigliosa Abbazia di S. Giovanni in Venere che troneggia sul colle. Anche qui incontriamo un porto turistico.
Cambia la vegetazione se ci muoviamo ancora verso sud; in corrispondenza di Torino di Sangro, infatti, si apre l'unico grande bosco litoraneo d'Abruzzo non impiantato artificialmente, la lecceta di Torino di Sangro,  appunto, composta anche da roverella, cerro, carpino orientale e olmo. La macchia continua sulle spiagge di Casalbordino, di Villa Alfonsina, di Punta Penna e presso la riserva naturale di Punta Aderci, fino ad arrivare alle porte di Vasto, località costiera a circa 43 km da Lanciano, con un importante scalo marittimo oggi commerciale. Indimenticabile e imperdibile un giro nel borgo antico dominato dal castello medievale, con vista panoramica sul golfo di marina di Vasto, una delle località meglio attrezzate per il turismo balneare e per il divertimento.
Arrivare a San Salvo, la località che fa da confine tra l'Abruzzo e il Molise, è un attimo: qui incontriamo una grande spiaggia in alcuni tratti ancora un pò selvaggia.